Interrail: il bello del viaggiare in treno

Viaggiare in treno è un’esperienza unica. Impossibile paragonare perfino lo stesso viaggio ma fatto con qualsiasi altro tipo di mezzo di trasporto.

Durante la nostra luna di miele siamo passati attraverso le capitali di Svezia e Danimarca, rispettivamente Stoccolma e Copenaghen, in un giorno solo. Dato che, secondo la tabella di marcia, avremmo speso non più di un pugno di ore in entrambe le città, non avevamo programmato nulla di speciale come attività in queste due bellissime capitali.

Eppure ci siamo presto accorti che, anche con poco tempo disponibile, si può fare molto! Questo perché le stazioni ferroviarie sono spesso situate nel cuore della città, dato che loro stesse contribuiscono a creare il centro di una città e ad arricchirla con la loro, il più delle volte maestosa, architettura.

Sicuramente il modo migliore per passare il tempo tra un treno e l’altro è camminare, principalmente per due ragioni: per sgranchirsi le gambe dopo ore seduti nel proprio sedile e per poter vedere cosa circonda la stazione. Stoccolma è stata proprio un’improvvisata: Klapsu l’aveva visitata solo una volta parecchi anni fa e per me era la prima volta nella capitale svedese. Inoltre il mio istinto di viaggiatrice consapevole, di perfettina che controlla ogni minimo dettaglio prima della partenza e vuole tenere tutto sotto controllo, mi aveva tirato un colpo basso, questa volta.

Comunque sia la passeggiata è stata davvero rinfrescante. Ci ha permesso di avere un assaggio di Stoccolma e delle sue bellezze e dato l’opportunità di sentire un po’ di questa bellissima lingua (e praticare, parlo per Klapsu!) che è lo svedese. Sicuramente ci ha fatto venire voglia di tornarci per conoscerla meglio!

Le cose a Copenaghen sono andate diversamente, leggete qui perché!

Dopo la tappa a Copenaghen, eccoci di nuovo in marcia. La tabella degli orari ci informava che il prossimo cambio sarebbe stato ad Amburgo poco più di 4 ore più tardi. Qualcosa di inaspettato però è successo. Ad un certo punto del viaggio sentiamo una voce danese nel treno di cui non capiamo una parola, poi la stessa voce inizia a parlare tedesco e siamo ancora all’oscuro di cosa stia succedendo. Finalmente la “voce” inizia a parlare una terza lingua che pensiamo sia inglese ma tra il baccano del treno e l’accento bizzarro il nostro livello di comprensione rimane pressoché zero. Le uniche cose che riusciamo a decifrare da quella moderna stele di Rosetta è che dobbiamo scendere dal treno e lasciare i nostri bagagli a bordo. Tutti fuori (che poi, fuori dove?). Vi posso garantire che ho avuto qualche minuto di confusione profonda. Arriva l’inevitabile momento di lasciare il treno ed eccoci tutti in fila come bravi studenti delle elementari pronti ad andare verso l’ignoto. Ci ritroviamo in un luogo chiuso, privo di finestre o di qualsiasi contatto con l’esterno. Un’altra voce, questa volta chiara, ci informa che non possiamo stare dove siamo ma dobbiamo andare “al piano superiore”. Piano superiore di che?? L’intera faccenda stava diventando alquanto stramba. Allora eccoci di nuovo in fila mentre saliamo queste claustrofobiche scale per arrivare a questo.

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Siamo in una nave?! Una nave che sta trasportando un treno? Superato lo sconcerto, iniziamo a realizzare come sono andate le cose. La via breve che connette Copenaghen con Amburgo prevede il passaggio, poco più di un’ora, tramite traghetto dalla danese cittadina di Rødbyhavn alla tedesca Puttgarden.

Dopo una seconda notte passata in treno, il mattino seguente siamo arrivati a Vienna, tappa obbligata per passare un po’ di tempo con qualche parente che vive nella patria della Sachertorte e per visitare questa bellissima città! E anche la nostra tappa austriaca è stata un successo, questa volta grazie alla guida dataci dalla nostra cara Mona che gentilmente ci ha indirizzati nei posti più interessanti del centro. Qui le foto.

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