Archive of ‘Istanti’ category

Gita a Helsinki

La scorsa settimana con Klaus abbiamo passato il weekend a Helsinki, dove vive una delle sue sorelle. Ero già stata ad Helsinki altre due volte, ma in questo caso abbiamo avuto più tempo per girarla e conoscerla e devo dire che la capitale finlandese ha il suo fascino.

Eccovi un po’ di foto dalla nostra gita ad Helsinki, spero vi piacciano!

Incominciamo da lui, il Kauppahalli, ovvero il mercato coperto di Helsinki.Market Hall in Helsinki | duefiliderba • the blogContinuiamo con ancora un po’ di architettura.

Helsinki | duefiliderba • the blog

Questo condominio non vi ricorda un po’ New York? ↓
New York in Helsinki | duefiliderba • the blog Cliccate qui per altre foto!

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Tenta di assomigliarti

In questo periodo penso davvero tantissimo e so già che, dicendo questo, molti partirebbero all’attacco con le loro (simpaticissime) battute in stile ‘uh, come no!’, ‘sì, si vede proprio’, ‘tu che pensi? ahahah’. Dai, per una volta lasciamo stare le battute. Ora vi dimostro che penso davvero.

(more…)

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La scrittura: una strada che porta ovunque

In questi giorni mi sono tormentata un sacco perché volevo scrivere il mio primo articolo in questo blog, ma l’ispirazione era più introvabile di Atlantide. In preda alla disperazione mi sono incoraggiata e mi sono detta: “Ma allora, Desirée, invece di spremerti la mente (tanto per restare in tema di succhi) senza riuscire a farci uscire nulla, e dato che il tuo problema è l’ispirazione, e hai così tanta voglia di scrivere, e dato che scrivere è una delle cose che ti appassionano di più, perché non dici un qualcosa su questo?”

Il mio personale rapporto con la scrittura, quindi, è ciò di cui ho deciso di parlare.
Il mio, perché non posso generalizzare, dato che la scrittura non è come la pizza, che interessa e ‘piace’ praticamente a tutti.
Beh, ecco, per me la scrittura è qualcosa di gran lunga migliore di una pizza. Ha un sapore migliore e trovo sazi di più. Fa anche più male, talvolta, e agisce diversamente in noi.

Non accade spesso di piangere davanti a una pizza. In una pizza non esprimi tutto quello che senti e che vivi; non crei condanne, non governi una nazione, non stabilisci regole, non salvi i tuoi ricordi, e non è una delle ultime spiagge quando ti senti tradito da tutto. Ci si sfoga su una pizza, okay, ma dopo un po’ il tuo corpo ti chiederà di smettere. Ma non avrai mai il bisogno di smettere di scrivere, e potrai farlo ogni volta che vorrai, dove è più comodo, nel momento migliore, nel modo migliore, senza orario. E ovunque cercherai, nessuno ti dirà mai che la scrittura è finita. Con la pizza, però, a volte succede.

Io ho iniziato presto, ad amarla. Dalle elementari ho scoperto quanto amassi scrivere racconti, alle medie sono poi sfociata nelle poesie e in un secondo momento, ancor più degenerativo, in pensieri sparpagliati e l’inizio di un libro, che pensavo sarebbe stato fine a se stesso, mentre invece l’ho portato avanti fino ad oggi ed è quasi al completo; ci ho lavorato tanto e ci sono talmente affezionata che non riesco a lasciarlo del tutto. Ho più o meno proseguito con racconti, ho scritto canzoni, diari, altri pensieri, molte cose rimaste chiuse in documenti che non ho mai aperto per molto tempo. Io non sapevo che mi avrebbe aiutata così tanto; all’inizio era solo un hobby, mentre oggi è parte integrante della mia vita e sono sempre più felice, di aver iniziato. Tante volte ho mandato tutto all’aria, perché involontariamente mi ero messa di fronte realtà che mi andavano strette, ma altrettante volte ho capito quanto valesse la pena ricominciare.

Una volta, circa quattro anni fa, ho scritto un articolo in cui dicevo, più nei dettagli, cosa la scrittura significasse per me. Beh, ora concordo con tutto ciò che avevo scritto. La scrittura ti può portare altrove. È, anche quella, una sorta di viaggio. Puoi viaggiare all’interno dei tuoi personaggi o prenderli a braccetto e viaggiare insieme a loro. Creando i loro caratteri e le loro vite, puoi scoprire te stesso in maniere inimmaginabili, più di quanto riusciresti in qualsiasi altro modo. O, senza bisogno di personaggi, puoi parlare di ciò che ami, di ciò che vedi, di ciò che vuoi, e imprimerlo da qualche parte ti aiuta a imprimerlo dentro.

Ti fa tirare fuori cose che non diresti a nessuno. Ti distrae, aiutandoti a concentrarti su qualcosa di meglio, senza il bisogno di svuotarti alienandoti dalla realtà, ma riempiendoti e aiutandoti in un certo qual modo ad affrontarla. Ti riattiva, nei momenti più bui. Ti aiuta a concretizzare certe idee e a capire cosa ci stava dietro, cosa sta dietro a noi e cosa sta dietro a chi, come me, ha voglia di conoscersi sempre di più e di non avere più segreti con se stesso.

Omar D. Vasquez, on Flickr

Omar D. Vasquez, on Flickr

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